Successione necessaria, l’eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata in un diverso giudizio non integra rinuncia tacita all’azione di riduzione

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da | Giu 11, 2026 | News | 0 commenti

Attraverso una recente pronuncia, la Suprema Corte è tornata a formulare rilievi in materia di successione necessaria.

L’ordinanza n. 18461/2026 è stata depositata dalla seconda sezione civile lo scorso 8 giugno.

In tema di successione necessaria, l’eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata dal legittimario in un diverso giudizio, sul presupposto dell’esistenza di un testamento che lo pretermetta, non integra, di per sé, rinuncia tacita all’azione di riduzione, né vale quale comportamento concludente univocamente incompatibile con la volontà di far valere la lesione della quota di riserva.

Il giudicato esterno formatosi sulla qualità di erede testamentario dell’altro chiamato, quale presupposto logico necessario della decisione resa in precedente controversia, non preclude al legittimario pretermesso di esercitare successivamente l’azione di riduzione, poiché il diritto alla legittima sui beni ereditari diviene concretamente azionabile solo a seguito del vittorioso esperimento di tale azione.

Ne consegue, concludono i giudici di piazza Cavour, che l’affermazione contenuta nella precedente sentenza, secondo cui il legittimario non può vantare diritti sull’eredità “neanche con riferimento alla quota di legittima”, va letta con riferimento allo stato del rapporto in quel giudizio e in assenza di domanda di riduzione, senza efficacia preclusiva rispetto alla successiva tutela del riservatario.

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