Danno morale e prova, il giudice deve ricorrere alle massime di esperienza

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da | Apr 17, 2026 | News | 0 commenti

Ai fini della prova del danno morale, quale componente autonoma del danno non patrimoniale, è consentito – ed anzi doveroso per il giudice – il ricorso alle massime di esperienza, potendo la gravità della lesione all’integrità psico-fisica fungere da fatto noto dal quale inferire.

Lo riporta la Cassazione, nell’ordinanza n. 9027/2026.

Il provvedimento della terza sezione civile è risalente allo scorso 10 aprile.

Il tutto, precisano i giudici di piazza Cavour, secondo un criterio di proporzionalità diretta, l’esistenza di un correlato stato di sofferenza interiore, senza che la parte sia gravata dall’onere di articolare specifici e analitici capitoli di prova sulle proprie condizioni emotive e psicologiche.

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