Maltrattamenti in famiglia, l’attenuazione o l’esclusione delle esigenze cautelari non può essere desunta dal mero decorso del tempo di esecuzione

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da | Set 7, 2026 | News | 0 commenti

In tema di misure cautelari applicate per il delitto di maltrattamenti in famiglia, l’attenuazione o l’esclusione delle esigenze cautelari non può essere desunta dal mero decorso del tempo di esecuzione della misura né dalla sola intenzione dell’imputato di intraprendere un percorso di recupero, occorrendo elementi concreti e sintomatici di un effettivo mutamento della situazione inizialmente apprezzata.

La sottolineatura è a firma della Corte di Cassazione ed è argomentata all’interno della sentenza n. 32652/2026.

Il provvedimento della sesta sezione penale è stato depositato lo scorso 2 settembre.

La mancata opposizione o il silenzio della persona offesa, chiamata a interloquire sulla richiesta di sostituzione della misura, costituisce esercizio di una mera facoltà e non può essere interpretato come indice di insussistenza del pericolo concreto e attuale di reiterazione, la cui valutazione resta rimessa al giudice sulla base delle circostanze del fatto, della personalità dell’imputato e della condotta tenuta, specie nei reati abituali connotati da vulnerabilità della vittima.

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