Violenza sessuale ai danni di minore e aggravanti speciali, i rilievi della Cassazione

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da | Set 4, 2026 | News | 0 commenti

In tema di violenza sessuale ai danni di minore, la valutazione dell’attendibilità della persona offesa, ove sorretta da motivazione completa, coerente e immune da manifeste illogicità, non può essere rivalutata in sede di legittimità mediante la prospettazione di una diversa lettura del compendio probatorio.

È quanto affermato dalla Suprema Corte, all’interno della sentenza n. 32276.

Il provvedimento della terza sezione penale è risalente allo scorso 28 agosto.

La condizione di soggezione psicologica, sudditanza familiare, timore di ritorsioni e fragilità emotiva della vittima è incompatibile con un consenso libero e paritario agli atti sessuali, anche quando emergano condotte ambivalenti o successive richieste sessuali della persona offesa. Sono inoltre configurabili le aggravanti speciali dell’art. 609-ter cod. pen. quando le condotte siano iniziate prima del compimento del quattordicesimo anno di età e, per la loro reiterazione o gravità, abbiano cagionato al minore un grave pregiudizio, desumibile anche dal disturbo post-traumatico e da manifestazioni autolesive o suicidarie.

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