In tema di reati sessuali in danno di minori, la spontaneità e la progressività delle rivelazioni, la coerenza del nucleo centrale del racconto nel tempo, il contesto familiare privo di fattori conflittuali, il vissuto di sofferenza e di vergogna della vittima, nonché la sua capacità di resistere a sollecitazioni ad ulteriori dettagli, costituiscono significativi indicatori di attendibilità intrinseca.
La sottolineatura porta la firma della Cassazione: tali rilievi sono presenti nella sentenza n. 20720/2026.
Il provvedimento della terza sezione penale è stato depositato lo scorso 5 giugno.
Tali fattori, precisano i giudici di piazza Cavour, non appaiono inficiati dalla mancanza di particolari periferici o dalla necessità, in sede di audizione protetta, di domande chiarificatrici.
