Impugnazione del testamento olografo per falsità, la parte che ne contesti l’autenticità deve proporre una domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura

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da | Apr 15, 2026 | News | 0 commenti

Nuova ordinanza della Cassazione in materia di successione.

Con provvedimento n. 6906/2026, depositato dalla seconda sezione civile lo scorso 23 marzo, la Suprema Corte torna a formulare rilievi relativamente all’impugnazione del testamento olografo per falsità.

In tema di impugnazione del testamento olografo per falsità, la parte che ne contesti l’autenticità deve proporre una domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, gravando su di essa l’onere della prova secondo i principi generali di cui all’art. 2697 c.c.; tale onere permane anche qualora la parte opti per la proposizione della querela di falso, la quale, pur producendo un accertamento con efficacia erga omnes, non determina alcuna inversione del riparto probatorio.

Il giudice di merito, rilevano i giudici di piazza Cavour, può fondare il proprio convincimento in ordine alla falsità della scheda testamentaria anche esclusivamente sulle conclusioni della consulenza grafologica d’ufficio, ove ritenute complete e satisfattive, senza che sussista l’obbligo di ammettere ulteriori mezzi istruttori, né di motivare espressamente l’adesione alle conclusioni del CTU in assenza di specifiche censure tecniche.

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